Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Questo libro nasce dalla necessità dell’Autore di portare avanti la memoria del nonno materno Giulio Amati che, a causa della deportazione nei campi di Auschwitz e Buchenwald, non ha mai conosciuto. La storia di questo italiano è l’ennesima conferma di come quella tragedia immane sia ancora attuale e non solo nel dolore del popolo ebraico ma in tutti noi che abbiamo il dovere di conoscere e proiettare nel futuro il ricordo autentico di ciò che è veramente accaduto e di tenere alte le difese affinché “non accada di nuovo”.
Dentro trovi soprattutto storia, politica e società.
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