Noi non sappiamo se Levi scrisse questo romanzo spinto dal bisogno "politico" di far conoscere al resto del mondo una realtà nascosta e marginale oppure se lo scrisse sull'onda di un rapimento psichico, da medium. Levi era uomo di scienza e di ragione, ma ha sempre avuto qualcosa, nello sguardo e nell'atteggiamento, di mitopietico, di mitologico, di olimpico, com'è stato più volte detto. Per quanto egli stia con precisione e lucidità nel qui storico, nelle concrete pieghe del reale, in lui emerge sempre questo sguardo "superiore", tra il lirico e il mitologico, di chi osserva le cose da una sorta di altura sacra … (E lo sguardo di Isabella Staino) porta il Cristo altrove, lo rende universale, disarcionandolo dall'iconografia tradizionale del realismo meridionalistico. È come se Isabella Staino ricollegasse quest'opera all'immaginario universale della favolistica popolare – ho pensato a Chagall –, in tal modo dimostrando un aspetto fondamentale, e cioè che l'opera di Levi non è regionalistica, ma universale, perché tutte le civiltà contadine del mondo hanno questa stessa complessità e stratificazione morale e spirituale. (Andrea Di Consoli)
EAN
9788899377564
Data pubblicazione
2025 10 01
Lingua
ita
Pagine
80
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
310
Larghezza (mm)
220
Spessore (mm)
8
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