Questo studio ripercorre i nodi del pensiero postcoloniale di quest'ultimo trentennio, con poeti, romanzieri e teorici che hanno saputo cogliere lo spaesamento linguistico e culturale derivato dall'esperienza coloniale. Salman Rushdie, Derek Walcott,V. S. Naipaul, Edward Said, Benedict Anderson, e altre voci dal panorama culturale e letterario anglofono ci parlano di paesaggi complessi e intraducibili. A legare insieme queste riflessioni poetiche e teoriche su nazione e biopotere, terra e confini, mare e pensiero migratorio, è la mitica Torre di Babele: da Benjamin a Derrida fino alla rilettura offerta da Homi Bhabha (il cui pensiero ha ispirato questo studio), la Torre riassume l'utopia della lingua unica e la sua sconfitta necessaria. La mappa del nuovo mondo che allora si offre al nostro sguardo, nei versi del grande cantore dei Caraibi, Derek Walcott, è un immenso arcipelago in cui le molte lingue e genti sono confuse e... "creolizzate" da sempre.
EAN
9788899381424
Data pubblicazione
2018 01 15
Lingua
ita
Pagine
112
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
195
Larghezza (mm)
133
Spessore (mm)
5
Peso (gr)
120
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