Nitti pensava che il brigantaggio fosse un fenomeno articolato, generato da svariati motivi. Per lui il brigantaggio poteva avere differenti forme: banditismo comune per manifestare i propri impulsi naturali, reazione originata dalla fame e dalle vessazioni della società o sommossa di natura politica in cui le masse appoggiano il proprio governo. Egli era avverso ai luoghi comuni del brigante interessato unicamente a crimini ed uccisioni, presentandolo meramente come “un rivoltato e fra i rivoltati vi erano, come vi sono oggi, i sofferenti, gli idealisti ed i perversi”. Pertanto tra i briganti Nitti scorse differenti personalità - oltre a tagliaborse e criminali – anche individui bramosi di diritti umani e smaniosi di giustizia, che intesero procurarsi le simpatie delle classi più basse. In questo saggio viene analizzata la “questione del brigantaggio” alla luce di quello che fu la concezione di Nitti su questo fenomeno dilagante nel Meridione durante la fase dell’Italia post-unitaria.
EAN
9788899469733
Data pubblicazione
2021 01 21
Lingua
ita
Pagine
112
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
130
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Mezzogiorno e emarginazione. Nitti e la «questione del brigantaggio» nell’Italia meridionale—