Mai come oggi, in questo paese naufragante, siamo sommersi da un profluvio di parole sconnesse, senza senso, labili, twitterate o chattate, whatsappate e messaggiate, lanciate al vento nei social e nei talk show, o travestite da illusioni nei proclami elettorali costantemente traditi e poi rinnegati. Viceversa, il profetico Carlo Levi diceva che "Le parole sono pietre", ahimè, ahilui, ahinoi. Forse Enrico Benetta un giorno si è ricordato di quel titolo potente e ha deciso di tornare a dare il giusto peso, anche poetico, alle lettere (connotate nel suo caso dalla scelta del carattere Bodoni, con le sue quattro celebri virtù: regolarità, nitidezza, buon gusto, bellezza) e alle parole, vedendole come cose e forme, come fatti, come segni concreti nello spazio e nel tempo dell'agire e del creare. Enrico Benetta è una sorta di demiurgo fabbrile, capace di concretizzare nel linguaggio assolutamente autonomo e specifico delle arti visive (fra pittura, scultura e installazione, con un'ibridazione assai ben calibrata) una metamorfosi poetica delle parole e delle lettere in forme, colori, strutture plastiche che si intrecciano, si connettono, perdono e cercano senso al tempo stesso.
EAN
9788899519247
Data pubblicazione
2016 10 01
Lingua
mul
Pagine
88
Tipologia
Libro in brossura
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