Alternando episodi di vita cittadina, intrisi di fantasia e di novità letteraria, alle vicende di cronaca che hanno attraversato la città dei due mari, ha reso un servizio alla comunità. E lo ha fatto nella maniera più diretta e genuina possibile. Ha realizzato quattro brevi commedie, quelle che lui, rifacendosi alla lingua locale, chiama 'schècce', tarantinizzando un foresterismo d’oltremanica: l’inglese sketch, macchietta, o breve commediola da rappresentarsi in atto unico, massimo due, con pochi attori e risorse sceniche ridotte al minimo essenziale. La freschezza e la varietà dei “racconti” si raccoglie intorno al perno delle stagioni: ogni scenetta descrive e nasce in un periodo dell’anno a se stante: a partire dall’autunno per terminare all’estate, sfondo temporale e climatico dei racconti, fatti e personaggi si agitano dal torrido calore estivo all’agghiaccio invernale. Cataldo, in poche ed essenziali pennellate di colore, dipinge un quadro travolgente in ineluttabile scomparsa, un mondo che fu, destinato ad essere, oltre che transeunte, facilmente dimenticato. (Dalla premessa di Domenico Sellitti)
EAN
9788899545543
Data pubblicazione
2017 01 01
Lingua
ita
Pagine
192
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
130
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
300
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Quatte schècce pe’ quatte staggiùne: ‘A Milòrde-‘A Viscìglie d’a ‘Mmaculate-‘U Referendùm-‘Na ‘mbruvvesate o’ Rréje. Brevi commedie dialettali tarantine—