“Ogni lavoro editoriale di Cataldo Sferra rappresenta una pietra miliare per la tradizione popolare e folklorica tarantina. Per quanto all’apparenza i temi da lui trattati possano sembrare semplici e quotidiani, dietro ogni scelta si nasconde l’oculatezza del ricercatore e dell’appassionato di storia locale e di letteratura tradizionale. Quest’opera dialettale conferma il costante impegno da lui profuso nella conservazione e nella divulgazione della lingua tarantina: il forte sapore popolaresco, la ricchezza dei modi di dire, le espressioni del volgo e la riscoperta di personaggi e situazioni della tradizione ne sono la palese dimostrazione. Pipiéle, noto per la sua non brillante intelligenza, che va di pari passo con la sua personalità sempliciotta, è di mestiere citreddaro, coltivatore di cozze nei citri del Mar Piccolo. Grazie a questo lavoro “fisso”, è riuscito a fidanzarsi in casa con Checchina. Un giorno la fidanzata gli regala una focaccia che Pipiéle porta al lavoro. I compagni, per divertirsi alle sue spalle, gli fanno sparire il pranzo: da questo episodio Sferra ha tratto questa pregevole commedia.” (dall’introduzione di Domenico Sellitti)
EAN
9788899545987
Data pubblicazione
2020 11 15
Lingua
ita
Pagine
128
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
130
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
250
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‘A cazzáte de Pipiéle. Commedia dialettale tarantina in due atti—