Il dovere della memoria. Siamo d'accordo tutti, no? Altrimenti perché mai ogni anno dovremmo mandare i nostri studenti medi a visitare Auschwitz, invece che accompagnarli agli scavi di Pompei o alla villa di Caprarola? Li mandiamo a vedere cose che debbono ricordare, affinché non avvengano più. O almeno proviamo a far qualcosa in quel senso. Solo che nella storia non è accaduto solo Auschwitz. E com'è allora che certe cose vanno ricordate tutti i giorni mentre certe altre andrebbero dimenticate o richiamate sì, ma solo col contagocce e scusandoci prima di farlo? Razzismo e colonialismo sono state delle vergogne. Ma solo quando le hanno fatte quelli che poi hanno perduto qualche guerra? La vittoria assolve i vincitori? Le requisizioni annonarie in Bengala durante la seconda guerra mondiale, volute da Winston Churchill per sostenere lo sforzo bellico del popolo britannico, hanno fatto circa 4 milioni di morti, i 2/3 della cifra che di solito si ripete per la Shoah: ma se questa la ricordiamo ogni giorno, com'è quelli non dovremmo nemmeno nominarli?
EAN
9788899661748
Data pubblicazione
2020 10 15
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
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Il dovere della memoria. Dal secolo breve alla guerra in Ucraina—