L’autore, nato il 4 novembre 1931, ha fatto in tempo a vestire la divisa di "figlio della lupa" e di "balilla", a essere altresì un italiano che all’età di soli cinque anni era già comproprietario di un Impero riapparso, nel maggio 1936, sui colli fatali di Roma e poi sparito. Ha trascorso tredici anni nel fascismo, ha vissuto la guerra e il passaggio del fronte, l’occupazione tedesca, il coprifuoco, l’emergenza, in una Firenze che i belligeranti avevano promesso di considerare "città aperta". Ha visto il desolante scenario dei distrutti ponti sull’Arno, ha parteggiato, quindicenne, per la Repubblica. Volendo conoscere la verità dei fatti trascorsi si è documentato con approfondite analisi sui contenuti delle dichiarazioni dei protagonisti politici e culturali di allora e raccogliendo a tale scopo materiale iconografico riguardante la coeva architettura e le arti figurative, nel 1969, per la prima volta nell’ambito di una Università italiana, ha svolto – nella fiorentina Facoltà di Architettura – un corso di lezioni incentrate sul tema della "Architettura in Italia negli anni del fascismo".
EAN
9788899695743
Data pubblicazione
2018 01 01
Lingua
ita
Pagine
440
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Spessore (mm)
32
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Firenze, da nazionalista a «fascistissima» 1903-1944. Arti figurative, architettura, letteratura e circostanze politiche—