Treni che non funzionano, strade tappezzate di buche, uffici postali che chiudono, municipalizzate che pensano solo ai profitti dei soci privati di minoranza: questa è la fotografia dell'Italia che "torna a correre" nell'era di Matteo Renzi. Nonostante le parole del premier, forse era meglio quando Fs, Poste e Anas erano quelle inguardabili aziende statali, dependance ministeriali un po' sonnacchiose, regno delle mazzette, brulicanti di funzionari di partito, infarcite da amici e parenti. Assurdo ma vero: i boiardi non potevano sottrarsi a un percorso a suo modo efficace e la stessa politica che con una mano imponeva la corruzione pretendeva con l'altra un minimo sindacale di efficienza diffusa. Questione di voti. Poi arrivano 3 manager-padroni. Daniele Martini racconta per la prima volta i retroscena delle finte privatizzazioni dei grandi gruppi statali, svela i nomi dei dirigenti e delle loro cricche che si stanno arricchendo a discapito del cittadino costretto a pagare sempre più tasse a fronte di servizi ormai inaccettabili. Il tutto nello stile di Paper First e del Fatto quotidiano: senza sconti per nessuno.
EAN
9788899784065
Data pubblicazione
2016 10 21
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
215
Larghezza (mm)
142
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
218
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Scippo di stato. Così ci hanno rubato strade, ferrovie, Poste e servizi essenziali—