Nel Mediterraneo la pesca non ha mai avuto una rilevanza paragonabile a quella dei paesi dell’Europa settentrionale, nonostante la maggiore estensione delle terre che si affacciano su di esso. Proprio per questo motivo il mare doveva dare nutrimento a un numero di persone maggiore e non proporzionale alla produzione. Per di più, come ci insegna Braudel, il Mediterraneo non è quel lago quasi immobile, come appare agli sprovveduti, bensì un mare infido nel quale la tempesta sopraggiunge senza quasi alcun preavviso. Il pesce, per un numero esorbitante di persone, doveva essere preso nelle vicinanze della costa, presso il porto nel quale riparare al più presto nel caso ci fosse stata necessità. Allontanarsi non era consigliabile anche per un altro motivo. Il clima del Mediterraneo non consentiva una conservazione anche solo temporanea del pescato neppure tramite salagione. Quindi si doveva pescare a poca distanza da una costa che era sempre più sfruttata. Di qui l’impoverimento dei fondali e la conseguente gelosia di mestiere, che toglieva ogni connotazione sociale a quest’attività.
EAN
9788899796587
Data pubblicazione
2018 01 01
Lingua
ita
Pagine
214
Tipologia
Libro in brossura
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La pesca in Campania e in Sicilia. Aspetti storici—