Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Gli atti dell’apolide è un contenitore di scuse non dette e di mancanze. Della mancanza: quella da casa, lontano dal quale non si è cittadini ma apolidi in cammino. “Sempre devi avere in mente Itaca/ raggiungerla sia il pensiero costante” scriveva nei suoi versi il poeta greco Kostantinos Kavafis. L’autore di questa silloge ne segue il distico, tracciando con i suoi, di versi personali, il proprio mettersi in viaggio, l’itinerario circolare che riporta il bambino spaurito lì da dov’era partito, a guardare il mare. Le poesie presenti nell’opera sono il raccolto di chi è partito con l’unico desiderio di ritornare.
Gli atti dell’apolide è un contenitore di scuse non dette e di mancanze. Della mancanza: quella da casa, lontano dal quale non si è cittadini ma apolidi in cammino. “Sempre devi avere in mente Itaca/ raggiungerla sia il pensiero costante” scriveva nei suoi versi il poeta greco Kostantinos Kavafis. L’autore di questa silloge ne segue il distico, tracciando con i suoi, di versi personali, il proprio mettersi in viaggio, l’itinerario circolare che riporta il bambino spaurito lì da dov’era partito, a guardare il mare. Le poesie presenti nell’opera sono il raccolto di chi è partito con l’unico desiderio di ritornare.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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