“Irma, Amir, Amor”. Così inizia la lettera - inedita, proveniente da collezione privata - indirizzata a una delle mille amanti rimaste anonime o semi sconosciute (le cosiddette “badesse di passaggio”) che frequentavano Il Vittoriale degli Italiani per soddisfare gli erculei appetiti erotici del Vate. Riconducibile a una certa Irma Colli, torinese di origine, databile in un periodo compreso tra il 1934 e il 1936, la mirabile e ambrata visione amplia la costellazione degli scritti di d’Annunzio, saturi di vibrazioni oracolari. Carnalissima, e al tempo stesso illuminata da mille riverberi spirituali che inneggiano al congiungimento: tra venature, cangianze, opalescenze. Una miniatura capolavorante, tra gli infiniti epistolari amorosi che siglano la vita inimitabile del Poeta. Il testo originale è corredato di una versificazione libera che lo scompone in forma intuitiva, con 63 gocce poetiche; 63, come l’anno di nascita del Vate (1863), così evocato e celebrato nell’attuale ricorrenza dei 160.
EAN
9788899876852
Data pubblicazione
2023 09 23
Lingua
ita
Pagine
112
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
211
Larghezza (mm)
121
Spessore (mm)
17
Peso (gr)
262
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