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Tra il romanzo e la cronistoria della rivoluzione ungherese, Mario Apice racconta quanto è avvenuto nel 1956 quando l'Ungheria osò ribellarsi al dominio dell'URSS. Il racconto dettagliato attraverso gli occhi dei protagonisti, inventati ma assolutamente probabili, riporta tutta la drammaticità di quell'evento. La vicenda dimostra quanto sia importante che un popolo abbia effettivamente la possibilità di autodeterminarsi, come ribadisce la Carta delle Nazioni Unite che le grandi potenze di allora inutilmente avevano stilato e sottoscritto.
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