Il saggio di Felice Marciano e Angelandrea Casale ripercorre le vicende storiche accadute in Napoli e nel territorio vesuviano dopo la morte di Masaniello (16 luglio 1647), quando Enrico II di Lorena, duca di Guisa, si pose a capo della cosiddetta “Reale Repubblica di Napoli”, guidando gli insorti per un semestre, subendo una fine miserevole. La fonte di riferimento è stata lo studio dello storico Camillo Minieri Riccio. Da Napoli nel giro di qualche mese la rivoluzione si propagò nelle località del vesuviano e così agli inizi di ottobre insorsero, schierandosi a favore del popolo, Salerno, Nocera de' Pagani, Cava, San Severino, Angri, Aversa, Torre del Greco ed altri paesi. A capo degli insorgenti venne nominato Gennaro Annese maestro fucilaro di scoppette, al quale venne dato il titolo di Generalissimo del Popolo. Nonostante il Viceré il 29 gennaio 1648 concedesse al popolo insorto il perdono generale, l'insurrezione andò avanti. Fra alterne vicende si giunse al 12 giugno 1648, giorno in cui venne fatto prigioniero Gennaro Annese, decapitato dieci giorni dopo. Così, una dopo l'altra le città occupate dai popolani verranno liberate dai Realisti.
EAN
9791220318518
Data pubblicazione
2021 01 22
Lingua
ita
Pagine
72
Tipologia
Libro
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La rivolta di Masaniello in Napoli e nella campagna vesuviana. 29 settembre 1947-16 novembre 1948—