Una lettura da vivere pagina dopo pagina
«...La madre si alza da letto, attraversa il corridoio, apre la porta della stanza del figlio. La stanza è vuota. Il figlio non c’è. Lavora a Londra. La casa è vuota. La protagonista tenta di superare “il limite” di una morte, priva di senso come tutte le morti, per restituire il valore di un “senso” alla propria vita. Con l’immediatezza dello schizzo preparatorio, del “no finito”, del “provvisorio”, la storia prende la “sua” forma dentro il “cuore della mente” del lettore...» (dalla prefazione di Gabriele Lavia)
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