La Sicilia e i suoi scrittori e intellettuali hanno una caratteristica, unica al mondo per quanto attiene il rapporto con la mafia. Non si limitano, infatti, a scrivere e raccontare le mafie, ciascuno secondo le proprie visioni e modalità di scrittura - Da Sciascia a Consolo, da Rizzotto a Camilleri. Ragionano sulle mafie; discutono su ciò che scrivono gli altri intellettuali che si occupano del problema. In sostanza aprono un dibattito pubblico che consente a chiunque di capire i loro punti di vista, i giudizi che danno sui colleghi, l’idea identitaria e l’orizzonte che sognano per la Sicilia. Naturalmente una Sicilia nella quale la mafia faccia parte del passato, della memoria ma non sia più un problema di vita o di morte, di politica e di economia. Non deve esistere più una organizzazione criminale capace di seminare terrore e sangue alla quale, però, il popolo siciliano risponde senza timori e senza tremori, in maniera pacifica ma determinata e intransigente con la lotta contro. Una lotta che individua il nemico non solo nei mafiosi pungiuti, quanto anche nelle forze dello Stato colluse e alleate delle mafie, nelle forze produttive che privilegiano gli affari con la mafia...
EAN
9791220504386
Data pubblicazione
2025 10 09
Lingua
ita
Pagine
196
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
230
Larghezza (mm)
158
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
338
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