Nel Cinquecento la città di Portogruaro cresce demograficamente e attrae manodopera dai territori posti oltre i confini della Repubblica Serenissima. Una numerosa comunità di tedeschi giunge a Portogruaro per aprirvi bottega come fornai e panettieri, locandieri e osti. I nuovi venuti sono anche carradori, facchini, dazieri e scrivani nella dogana del porto sul Lemene che proprio da loro prenderà il nome di Fondaco dei Tedeschi. Borgo San Giovanni diventa il cuore pulsante dell’economia della città e nella sua chiesa chiedono di essere sepolti i tedeschi che lasciano i loro legati alla Madonna del Rosario. Cresce il bisogno della scrittura e della conservazione dei documenti scritti a perenne memoria delle proprie fortune. Pietro Federicis, notaio che ha rogato a Portogruaro per mezzo secolo (1560/1608), ha lasciato numerosi inventari dei beni di artigiani e commercianti, maestri, medici e speziali che animavano a quel tempo i luoghi pubblici della città: la piazza, i portici, la dogana, la bottega e la locanda dell’oste tedesco Querino Groff.
EAN
9791221015355
Data pubblicazione
2022 11 01
Lingua
ita
Pagine
472
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
200
Spessore (mm)
35
Peso (gr)
1200
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Alla locanda de l'oste todesco. Storia del Fondaco dei Tedeschi e della comunità di Portogruaro nel Cinquecento—