A più di trent’anni dalla firma del Trattato di Maastricht (1992), che segnò l’avvento dell’Unione economica e monetaria, la questione delle tensioni tra potere monetario, esercitato dalla Banca centrale europea con totale indipendenza, e principio democratico, nella sua articolazione rappresentativa, rimane ancora aperta. Il volume si propone di mettere in luce come queste tensioni siano legate alla costituzionalizzazione della moneta, ossia all’impiego della fonte di rango “costituzionale” dell’Unione europea – i Trattati europei – nella regolamentazione della politica monetaria. Ciò implica, infatti, la de-politicizzazione della gestione dei flussi di liquidità: non nel senso di una sua neutralizzazione, poiché essa resta intrinsecamente politica, ma piuttosto di una sua significativa sottrazione al circuito degli organi elettivi. Muovendo da tale ipotesi interpretativa, si argomenta che la soluzione più plausibile, benché ambiziosa, per tentare di colmare lo iato tra politica monetaria e rappresentanza democratica risieda nella de-costituzionalizzazione della moneta. Prefazione di Sergio Bartole.
EAN
9791221109115
Data pubblicazione
2024 10 22
Lingua
ita
Pagine
336
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
230
Larghezza (mm)
150
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Il governo della moneta nella prospettiva del diritto costituzionale—