Il volume affronta la materia del lavoro nel contesto delle misure di prevenzione antimafia. L’autore si muove alla ricerca degli innumerevoli punti di contatto e di conflitto tra tali ambiti, al fine di segnalare la diffusa assenza di un adeguato contemperamento tra i diritti della persona che lavora e il principio di ordine pubblico. L’analisi viene dapprima condotta dall’angolo visuale del datore di lavoro. L’amministratore giudiziario, che ne esercita i poteri, opera in una cornice ancipite, in cui la libertà di iniziativa economica privata è ibridata da finalità pubblicistiche, ascrivibili all’ordine e alla sicurezza pubblica. La disciplina applicabile, contenuta nel Codice antimafia, presenta molteplici oscurità e la sua impostazione autoritaria offre, con riguardo alle intersezioni con il diritto del lavoro, soluzioni deludenti. L’indagine inverte poi prospettiva: il lavoro è valorizzato come lo snodo fondamentale per condurre l’impresa sottratta al giogo criminale verso una nuova utilità sociale. L’ultima parte della ricerca è infine dedicata alla dimensione collettiva e al ruolo del sindacato, chiamato a sostenere l’impresa nel percorso di legalità. Prefazione di Matteo Corti.
EAN
9791221111149
Data pubblicazione
2024 10 18
Lingua
ita
Pagine
256
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
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Lavoro e tutele nel sistema di prevenzione antimafia—