Se vuoi sopportare la vita, disponiti ad accettare la morte. La Cuglieri degli anni '90 non metteva in conto, non si disponeva più ad accettare la morte. Ignorava, negava, non si curava più di quel limite che avrebbe consentito invero alle nuove generazioni di maturare il senso dell'esistere. Giovani ruspanti della piccola comunità del Montiferro si erano adagio lasciati avvolgere nella bambagia. Da piccoli, non si erano dovuti aggrappare alle gonne delle loro madri, come accadeva regolarmente in passato, per vivere l'esperienza della morte di un nonno; nessuno osava più urtarne la sensibilità. Si adoperavano affinché i pischelli imparassero a fare gli scongiuri al passaggio dell'auto funebre, questo sì, ma ignoravano perfino l'origine di quei gesti. "Mors tua vita mea" racconta tanto di quel paese sardo dove solo gli adulti potevano veder spirare i propri cari, in casa. Il suo motore narrativo propelle ricordando reazioni e preoccupazioni di due bambini non educati alla morte a un annuncio inaspettato dei genitori, un fulmine a ciel sereno che tuonò loro così: "Lavoreremo con i morti!" E, al raccontare l'assurdo quotidiano di una casa, fondendo divertimento e desolazione, si fa palco per vita e morte, due ballerine d'eccezione che, nella loro eterna danza, hanno coinvolto una famiglia, una comunità, un territorio.
EAN
9791221418248
Data pubblicazione
2024 04 29
Lingua
ita
Pagine
186
Tipologia
Libro in brossura
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