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La Sicilia può vantare una solida tradizione retorica risalente al V sec. a.c. con i siracusani Corace e Tisia, l'agrigentino Empedocle, il leontinese Gorgia. Cecilio fu uno dei massimi esponenti dell'atticismo, la corrente retorica che tendeva alla semplicità lessicale ed espressiva, contrapponendosi all'ampollosità dell'asianesimo. Probabilmente di origine servile (il che spiegherebbe il nome latino Caecilius, gr. Kaikìlios) Cecilio di Calatte fiorì a Roma al tempo di Cesare Augusto (seconda metà del primo sec. a.c.) e fu amico di Dionisio d'Alicarnasso. Restano purtroppo pochi frammenti dei suoi numerosi scritti.
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