In questo dialogo di sapore rinascimentale, procedente tra il serio e il faceto, l'autore porta a compimento alcune riflessioni sulla questione del tempo abbozzate in un precedente scritto. Esse, malgrado la forma schematica, ne consentono la chiarificazione. Si scopre che il tempo non è nulla di ovvio ma nemmeno di enigmatico, pur poggiando sul mistero. La scelta del genere letterario è suggerita dall'occorrenza della parola "tempo" in tre distinti giochi linguistici, praticati rispettivamente nella vita ordinaria, nei calcoli scientifici e nella speculazione filosofica. Per tale ragione, accanto allo scienziato e al filosofo non troviamo la figura bruniana del pedante, ma la sagoma famigliare dell'uomo comune, qui impersonato da Simplicio. Gli altri due interlocutori, Gualtiero e Isacco, rappresentano due saperi talvolta affetti da incomunicabilità: la Filosofia, che pone il senso e la scaturigine del tempo nella coscienza, e la Fisica, che, forte dei suoi successi pratici, pur avendo soppresso il tempo assoluto si ostina a ontologizzarlo, cadendo in talune ingenuità del senso comune.
EAN
9791221486612
Data pubblicazione
2023 07 06
Lingua
ita
Pagine
120
Tipologia
Libro
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