Rappresentato nel 408 a. C., quando il fulgido splendore dell'Atene di Pericle andava rapidamente cedendo a un plumbeo senso di angoscia e caducità, nell'Oreste Euripide sviluppa fino al limite estremo le conseguenze devastanti del matricidio, calando la vicenda all'interno del corpo sociale della polis argiva che deve giudicare l'assassinio. Condizionata da interessi meschini e da demagogiche intenzioni di vendetta, l'assemblea degli Argivi appare incapace di rielaborare una reazione che non sia di ulteriore violenza e decreta la condanna a morte del protagonista. In un clima di profonda sfiducia verso le istituzioni politiche, la tragedia descrive la disperata solitudine di Oreste, straziato, ancor più che dalle Erinni, dalla coscienza della mostruosità commessa, e abbandonato dal pavido zio Menelao e dal dio Apollo, le cui promesse di aiuto si rivelano vane. Unica luce capace di stagliarsi su questo sfondo buio, appare, nella prima parte della tragedia, l'amorosa cura prestata all'ammalato dalla sorella Elettra e l'amicizia fedele di Pilade. Ma anche questi sentimenti, sotto la costrizione della condanna, si trasformano in un piano di vendetta sanguinario e autodistruttivo: solo Apollo con un enigmatico intervento ex machina, riesce a impedire la strage.
EAN
9791221492682
Data pubblicazione
2023 09 15
Lingua
ita
Pagine
212
Tipologia
Libro
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