Il saggio esplora lo statuto giuridico dei resti umani che presentano un interesse culturale. Attraverso l'analisi di alcuni casi — come quello del Museo di Antropologia Criminale 'Cesare Lombrosò di Torino — la categoria dei 'beni culturali umani' viene indagata sotto tre profili principali. Viene esaminata, in primo luogo, la ragione per cui, con la morte, i corpi umani si trasformano, dal punto di vista giuridico, in 'cose'. Vengono analizzati, in secondo luogo, i limiti posti dalla natura 'umana' di queste cose alle possibili `risemantizzazioni' di cui possono essere oggetto, come accade quando ci si chiede, ad esempio, come conciliare il sentimento di pietà verso i defunti con un'esposizione museale di resti usati in passato per teorizzare le presunte radici biologiche del comportamento criminale. Infine, il saggio approfondisce il tema delle restituzioni dei resti umani, soffermandosi sulle ipotesi in cui queste mirano a realizzare una funzione "riparatoria".
EAN
9791221505528
Data pubblicazione
2025 02 12
Lingua
ita
Pagine
126
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
233
Larghezza (mm)
159
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
230
Come si presenta questo libro
Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Cosa trovi dentro
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per studenti.
Ideale per
Ideale per chi cerca una buona storia
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.