Il linguaggio modale, a cui i medievali avevano lavorato molto, viene recuperato nella riflessione analitica contemporanea. Dopo aver definito la nozione di "possibile" e aver individuato i diversi tipi di necessità ontica, sono esaminate le concezioni più rilevanti del discorso modale e le loro implicazioni. La tesi è che la fondazione adeguata dei giudizi modali sugli oggetti esistenti è negli oggetti esistenti stessi ("in re"); inoltre i truthmakers sono le capacità disposizionali (i powers) degli enti, ed essi hanno caratteristiche ben determinate. Infine: oltre ai powers che hanno sussistenza ultimamente nelle particelle elementari, ne esistono di non riducibili a tali particelle e dunque ontologicamente nuovi? È la questione dei fenomeni "emergenti", come ad esempio l'anima, ancor più nella sua facoltà intellettiva/volitiva "radicalmente emergente", che è uno dei grandi temi indagati da sempre dalla filosofia.
EAN
9791221809114
Data pubblicazione
2023 09 11
Lingua
ita
Pagine
136
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Peso (gr)
250
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Capacità disposizionali e proprietà essenziali degli enti nella riflessione classica e analitica—