Nel secolo scorso Bruno Nardi criticò la "leggenda" del tomismo di Dante e sottolineò l'influenza che l'averroismo aveva esercitato su di lui. Oggi l'alternativa fra un Dante "tomista" e un Dante "averroista" ci pare mal posta, ma resta interessante indagare come egli si confrontò coi testi di Averroè e rielaborò la concezione della filosofia circolante fra i maestri che insegnavano a Parigi e nelle università italiane. I sette saggi raccolti in questo volume mostrano che leggere da questa prospettiva le opere di Dante non solo ci consente di approfondirne alcuni temi cruciali (la natura degli angeli e di Dio, la conoscenza umana e i suoi limiti, la felicità come compito individuale e collettivo), ma ci invita a ripensare la stessa immagine che Dante aveva di sé e che noi abbiamo di lui: Dante si considerava un filosofo? In che senso noi, oggi, possiamo considerarlo tale?
EAN
9791221815184
Data pubblicazione
2024 12 20
Lingua
ita
Pagine
272
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Peso (gr)
356
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Il pane dei filosofi. Studi su Dante e la tradizione averroista—