Scopo di questo libro è descrivere come Calvino, Pasolini e Volponi abbiano previsto gli effetti di un’amministrazione tecnica della società, quali la progressiva disumanizzazione e la diffusione di narrazioni dissociate dalla realtà. Come un corvo che scruta dall’alto i destini generali, Calvino racconta la conflittualità senza epica, l’efficienza senza efficacia, l’utopia senza speranza, la lettura senza conoscenza; Pasolini mette a tema il proprio sdoppiamento per riflettere l’inconciliabilità fra trasumanar e organizzar, fra il trascendimento dell’individualismo e il modello tecnocratico della società, mentre, più implicato nelle pratiche industriali e senza nostalgie per esotismi bucolici, Volponi addita i rischi di un’interpretazione cibernetica della vita su un pianeta (troppo) irritabile. Oggi questa ingegneria sociale e la cultura neomodernista che le soggiace hanno trionfato, impattando anche sulle professioni della conoscenza, così private della loro naturale passione per il “rovescio delle cose”.
EAN
9791222311654
Data pubblicazione
2025 02 14
Lingua
ita
Pagine
288
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
209
Larghezza (mm)
141
Spessore (mm)
23
Peso (gr)
304
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La conoscenza amministrata. Calvino, Pasolini, Volponi e la cibernetica sociale—