In Ciò che resta del futuro, Giovanbattista Tusa si misura con il pensiero decostruttivo alla luce della crisi ecologica che caratterizza la nostra epoca, mettendo in rapporto la decostruzione con le inquietudini teoriche e politiche sollevate dal pensiero indigeno, dai nuovi materialismi, dall’ecocriticismo e dall’afrofuturismo. Pensare, come già aveva intuito Jacques Derrida, non può più significare richiamare alla presenza, attraverso un processo di rammemorazione, qualcosa di già conosciuto. Pensare richiede invece di entrare in relazione con il tempo elusivo di ciò che non ha mai avuto il terrore dell’evidenza. La memoria non può soltanto essere rivolta a ciò che è avvenuto, ma deve raccogliere le tracce di un passato che “non è mai stato presente”, tracce che non si sono mai date nella forma della presenza e che restano così sempre “venute dall’av- venire”. Esse si rivelano allora tracce di una giustizia intempestiva che an-archivia l’ordine del presente.
EAN
9791222312613
Data pubblicazione
2024 10 25
Lingua
ita
Pagine
230
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
209
Larghezza (mm)
141
Spessore (mm)
17
Peso (gr)
314
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Ciò che resta del futuro. Il tempo della decostruzione—