Nel 1911, il neurologo e psicologo svizzero Edouard Claparède racconta di una donna che a causa di un danno cerebrale aveva perso ogni capacità di formare nuovi ricordi. Ogni volta che il suo medico entrava nella stanza, anche se l’aveva lasciata pochi secondi prima, era costretto a presentarsi di nuovo perché lei non lo riconosceva, né ricordava di averlo mai visto. Un giorno il medico entra nella stanza e le porge la mano come è solito fare, ma questa volta nel palmo tiene nascosta una puntina che punge la donna, provocandole dolore. L’evento in sé è banale, ma la cosa diventa interessante perché la volta successiva la paziente, pur continuando a non riconoscerlo, si rifiuta di stringergli la mano. A seguito del dolore e dell’esperienza emotiva ad esso associata la donna, pur non avendo il ricordo conscio dell’esperienza e dunque non potendo affermare nulla in maniera esplicita, aveva acquisito la capacità di proteggersi da un’altra puntura. Questa storia ci porta direttamente al tema della sezione Discussioni di questo numero di Filosofia Morale/Moral Philosophy, ossia proprio il rapporto tra memoria e oblio.
EAN
9791222312934
Data pubblicazione
2024 12 06
Lingua
eng;fre;ita
Pagine
188
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
235
Larghezza (mm)
160
Spessore (mm)
22
Peso (gr)
318
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