Perché i romanzi di Pietro Chiari e Antonio Piazza, due dei più grandi romanzieri italiani del secondo Settecento, presentano come dato peculiare e caratteristico un arduo e intimamente problematico protagonismo femminile? Le loro eroine di carta, così trasgressive e insieme coraggiose, quale costruzione del femminile ambiscono a definire? E la loro temerarietà come si coniuga con la virtù settecentesca di ascendenza richardsoniana tanto in voga tra i contemporanei? Questo volume, articolato in diversi saggi, sulla scorta delle prospettive critiche offerte negli ultimi decenni dagli studi di genere, colloca le origini del romanzo moderno in un crocevia di temi e problemi più ampio, misurandosi con la rappresentazione delle relazioni tra maschile e femminile e con la sistemazione stereotipata e gerarchica della differenza sessuale. Del resto, si sa, il secolo delle rivoluzioni, mentre dichiarava nulle le differenze sociali in nome dell’uguaglianza tra gli uomini, non metteva in discussione il dominio degli stessi sulle donne.
EAN
9791222313726
Data pubblicazione
2025 03 11
Lingua
ita
Pagine
114
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
139
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
154
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Di lei si parla molto nel romanzo italiano del Settecento e altri studi di genere—