Il verso libero è anzitutto un prodotto dell’episteme ottocentesca. Sul piano degli eventi, i suoi prodromi si situano fra le ricerche della canzone libera leopardiana e la progressiva apertura del novero delle forme metriche verificatasi già attorno alla metà del secolo, benché ancora nell’alveo della metrica regolare. Tuttavia, non è difficile constatare come la ricezione del verso libero sia avvenuta a velocità drammaticamente diverse, poiché mentre i poeti ne assimilarono in fretta la novità e convertirono il monopolio delle pratiche nel giro di un solo ventennio, sugli studi ancora incombono seri vuoti storiografici e metodologici. Con l’affermarsi del verso libero non è però in gioco soltanto un cambiamento di usi più che secolari, ma anche un passaggio centrale per capire i modi in cui il Novecento si è posto nelle condizioni di fruire e attraversare la poesia del passato. Il presente lavoro attraversa le tappe di tale snodo epocale, affiancando la ricostruzione storiografica a una riflessione sulle metodologie di analisi della versificazione moderna.
EAN
9791222314266
Data pubblicazione
2024 11 29
Lingua
ita
Pagine
418
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
143
Spessore (mm)
28
Peso (gr)
462
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Il verso libero in Italia (1888-1918). Lineamenti storici, sondaggi formali e questioni di metodo—