Da tempo, vado sostenendo che noi contemporanei abbiamo perso quella capacità di spostarci a piedi che, anche solo duecento anni fa, era ancora patrimonio di tutti perché, nei secoli passati, la mancanza di mezzi tecnici rendeva ineluttabile il ricorso alle proprie forze fisiche per qualsiasi spostamento, muli e cavalli servivano per lo più al trasporto di merci... dunque, i tempi di percorrenza venivano determinati da quei quattro o cinque miserabili chilometri all'ora, che erano e sono la velocità media di spostamento di un uomo a piedi. Questo preambolo per giustificare un contemporaneo come me, avvezzo a tutti i vantaggi della tecnologia e ben inserito nel proprio tempo, che considera il viaggiare a piedi un fatto ancora attuale e non fuori dagli schemi, anche se rende un'immagine un po' 'vecchia maniera' del viaggiatore, pur rimanendo sempre un modo di vedere in profondità il mondo là fuori: la differenza che c'è tra un viaggio di trasferimento e uno di conoscenza. Altrimenti come diavolo potrei giustificare giorni o settimane di cammino lungo itinerari che portano a luoghi banalmente raggiungibili con qualche ora di auto?
EAN
9791222798479
Data pubblicazione
2025 07 08
Lingua
ita
Pagine
402
Tipologia
Libro in brossura
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