Arcano

Arcano è un’opera di letteratura combinatoria che sfida la linearità narrativa e la pretesa della realtà di essere ordinata, sensata e univoca. Claudia Carrescia, con un gesto insieme filologico e ludico, costruisce una narrazione a incastro in cui le storie si dispongono come carte su un tavolo da gioco: ogni lettore può mescolarle, seguirne il filo cromatico, ricostruire percorsi alternativi. Il risultato è un libro che non si legge, ma si interpreta. In una società che teme e allontana la morte, Carrescia ne fa il centro simbolico di ogni racconto, l’Arcano XIII dei tarocchi (la carta che non ha nome) elevata a principio narrativo. Non la morte come fine, ma come soglia. Non il lutto, ma la metamorfosi. I personaggi che popolano queste storie, tra cui un barista epilettico, una donna ottuagenaria che cataloga il mondo in file digitali, un uomo disturbato dalla musica di sottofondo e una creatura sfigurata dalla violenza, non sono tanto “figure” quanto segni. Ogni voce porta con sé una lingua distinta, un lessico proprio, una musicalità coerente al corpo e all’anima che abita. È una grammatica dell’umano, che si dispiega in tutte le sue variazioni: dalla lirica alla parodia, dal romanesco al monologo interiore, dal dramma all’epifania. L’operazione dell’autrice ha qualcosa di borgesiano: ogni racconto è un universo, ma anche una parte di un disegno più grande, in cui l’autore non è il burattinaio ma il croupier, il mescolatore di destini, il demiurgo ironico e insieme compassionevole. La scelta di rappresentare ogni personaggio con un “seme”, ovvero con un colore, un simbolo è un ulteriore invito a una lettura simbolica, ermetica, archetipica. Non c’è personaggio che non sia anche “tipo”, non c’è “tipo” che non sia anche persona. Il gioco delle carte è anche un gioco del caos: non esiste un solo ordine di lettura, eppure ogni combinazione conduce a una forma di senso. È il paradosso dell’esistenza: l’imprevisto genera struttura, l’apparente disordine nasconde un’architettura segreta. In "Arcano", vivere non significa sopravvivere alla morte, ma attraversarla, ogni volta, in ogni scelta, in ogni perdita, in ogni rivelazione. E morire non è mai soltanto finire: è un’iniziazione, un’apertura a una differenza che ci definisce. L’autrice ci lascia una domanda che riecheggia dopo l’ultima pagina: e se ogni persona che incontriamo fosse solo una carta del nostro stesso mazzo?

EAN

9791223602942

Data pubblicazione

2025 03 25

Lingua

ita

Pagine

88

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

209

Larghezza (mm)

137

Spessore (mm)

5

Peso (gr)

116

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