“Perché il nostro Paese si sta rapidamente deteriorando sulla scorta di fenomeni che non siamo stati capaci di cogliere al momento giusto, forse perché erano troppo evidenti? E perché ormai percepiamo come normali vicende quelle che fino a pochissimi anni fa ci sarebbero apparse intollerabili? Vicende che hanno agito con la logica dell’escalation: colpo su colpo, l’ultimo sempre più micidiale del penultimo. Poco alla volta e all’improvviso, su una società che appare ormai addormentata, sfibrata, sfinita, rassegnata. A volte però coinvolta e corresponsabile. Questo folgorante libro propone una visione inquieta della storia, comparando, ritrovando documenti, costruendo ipotesi e rendendo visibile l’invisibile. Ci indica le modalità utilizzate, micidiali cluster bomb che, con un colpo solo, fanno e faranno danni dappertutto: decretando in qualche modo la fine dell’innocenza (urbanistica) italiana. Anche perché formalmente non c’è inghippo che tenga: così l’abuso – con i suoi corollari di interpretazioni astute – diventa legge e ne avrà facoltà. Mentre la memoria storica sbiadisce, con l’abbandono consapevole delle regole”. Cosa è successo al paesaggio italiano, un tempo invidiato e celebrato come patrimonio universale? Con tono lucido e appassionato, Elio Garzillo ricostruisce decenni di scelte urbane e urbanistiche, deroghe, abusi e complicità istituzionali che hanno trasformato città, coste e siti archeologici in campi di battaglia. Partendo dal Pirellone costruito senza adeguato titolo edilizio e dal grattacielo semiabusivo di Napoli, fino alla spiaggia di Cagliari completamente cancellata per far posto a un porto industriale e all’abusivismo di Paestum, l’autore mette in fila molti episodi esemplari che, anziché restare eccezioni, sono diventati modelli: varchi in cui tutti, prima o poi, si infileranno e tornare indietro non sarà più possibile. Dietro ogni vicenda si intravede una regia spregiudicata basata su parolechiave ingannevoli (reversibile, spacchettamento, provvisorio, ecc.), sullo scoop dell’invenzione delle regole e un Ministero della Cultura sempre più debole, quando non complice. Ormai solo un’ombra familiare e di struggente bellezza. Ne emerge il ritratto amaro di un Paese che si è abituato a convivere con l’abuso, ma anche con le astuzie procedurali, le regole aggirate e un imprevedibile fuoco amico. Fatti e disfatti non è un elenco ragionato di storture tecnico-amministrative (in cui quello dei dirigenti sembra un incredibile mestiere a rovescio), ma è un’elegia indignata, niente affatto romantica e ancor meno rassegnata, che interroga la memoria collettiva stimolandola con infinite sollecitazioni. È un viaggio dentro le contraddizioni dell’Italia contemporanea, il cui fascino come grande incantatrice sembra crollare. “L’Italia era bellissima”… purtroppo!
EAN
9791223614587
Data pubblicazione
2026 01 16
Lingua
ita
Pagine
282
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
209
Larghezza (mm)
141
Spessore (mm)
29
Peso (gr)
320
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Fatti e disfatti. Tra regole aggirate, furbizie e fuoco amico. L’imboscata finale alle città e al paesaggio italiano—