Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Cosa direbbe la morte se potesse parlare? Che linguaggio userebbe? E se relazionarsi con Lei fosse per noi l'occasione di scoprirci estremamente presenti, vivi e creativi? È a partire da queste domande che nasce e si snoda questo libro. Così, nell'intrecciarsi alchemico di poesia, mito, simbolo, tradizione indiana, sogno e ascolto interiore profondo, esso assume le sembianze di un seme: fertile come può essere la morte vista da un'altra prospettiva; fertile, proprio come un simbolo, capace di assumere forme sempre nuove nella coscienza di chi legge. È questa la promessa nascosta del silenzioso-danzante mondo a testa in giù.
Cosa direbbe la morte se potesse parlare? Che linguaggio userebbe? E se relazionarsi con Lei fosse per noi l'occasione di scoprirci estremamente presenti, vivi e creativi? È a partire da queste domande che nasce e si snoda questo libro. Così, nell'intrecciarsi alchemico di poesia, mito, simbolo, tradizione indiana, sogno e ascolto interiore profondo, esso assume le sembianze di un seme: fertile come può essere la morte vista da un'altra prospettiva; fertile, proprio come un simbolo, capace di assumere forme sempre nuove nella coscienza di chi legge. È questa la promessa nascosta del silenzioso-danzante mondo a testa in giù.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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