Il testo indaga la relazione tra l'individuo e lo spazio architettonico, mostrando come l'esperienza corporea sia il fondamento della percezione e dell'abitare. A partire dalla domanda "In che modo le persone si muovono nello spazio?", emerge una riflessione sull'aspetto sociale dell'architettura, dove lo spazio, da progettato, diventa progettante, influenzando i comportamenti umani. Ispirandosi a Merleau-Ponty, l'autore riconosce nel corpo uno strumento conoscitivo e giudicante, capace di attribuire senso alle qualità spaziali. Le percezioni, radicate nel vissuto individuale e collettivo, plasmano il modo di abitare e spiegano le differenze antropologiche nel vivere lo spazio. Il corpo, autonomo dal pensiero, agisce secondo affordance percettive, stimoli che orientano i movimenti in base alle forme e alle qualità ambientali. Quando l'architettura risponde a tali percezioni, lo spazio assume valore sociale; quando le ignora, genera vuoti urbani e riappropriazioni spontanee. L'autore propone infine una visione dell'architettura come dialogo continuo tra corpo e spazio, in cui progettare significa interpretare le percezioni umane per esprimere il senso autentico del vivere collettivo.
EAN
9791224029922
Data pubblicazione
2025 11 03
Lingua
ita
Pagine
92
Tipologia
Libro in brossura
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