Il racconto di mia madre. Il suo svuotamento dal corpo. Racconto di parole e fotografie. "La fotografia ha qualcosa a che vedere con la risurrezione", scriveva Roland Barthes. La sua morte. Il suo essere finita. Il suo non poter essere mai finita. Una donna. Di casa e chiesa. Madre dolcissima e dolorosa. Mediterranea. Riflesso della Madre universale. C'è sempre una madre nella vita di un uomo. Solo Adamo e Eva non l'hanno avuta. C'è un lutto da narrare. La sua elaborazione perdura. Ha avuto inizio ante quem, prima della sua morte e della rivelazione che potesse finire. Sono stato orfano prima dell'orfanezza. Sarò orfano a vita. «Ma come vuoi morire un giorno, Narciso, se non hai una madre? Senza madre non si può amare. Senza madre non si può morire» - scriveva Hermann Hesse nel romanzo "Narciso e Boccadoro" - «... la mia fede o il mio sogno è sempre di essere in cammino verso mia madre. ...invece della morte armata di falce, sarà mia madre a riprendermi con sé e a ricondurmi nel nulla e nell'innocenza». Secondo Jacques Derrida, il lutto «è portare il morto con sé». Dentro di sé. Prima. Dopo. Sempre. Condurre questo lutto significa inabitare la presenza di una madre nella lingua madre.
EAN
9791224055501
Data pubblicazione
2026 01 05
Lingua
ita
Pagine
200
Tipologia
Libro in brossura
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