Un viaggio vertiginoso nell’anima e nel corpo, “Siamo piloti di macchine carnee” è un’opera poetica che esplora l’identità umana come fragile e potente veicolo d’esperienza. Humatāh, con voce visionaria e spietatamente lucida, attraversa l’inquietudine dell’esistenza, lo slancio dell’amore, il disincanto della speranza, la vertigine del linguaggio e l’epopea intima dell’essere. Tra assonanze lisergiche e immagini sorprendenti, le poesie oscillano tra l’apoteosi e la disfatta, il desiderio e il gelo, la rabbia e il sacro, in un caleidoscopio di stili e registri. Le “mani cignee” diventano emblema di creazione e distruzione, e la “macchina carnea” - il corpo - è terreno di battaglia e strumento poetico. Con toni epici, lirici, ironici e talvolta apocalittici, Humatāh firma una raccolta che è insieme confessione, sfida, danza e sberleffo: un’opera ibrida e ribelle che non chiede il permesso per esistere, ma lo impone con forza dirompente. Un manifesto lirico post-umano, dove il caos batte il calcolo, l’onestà smaschera i vigliacchi, e l’amore - anche quando è freddo - continua a bruciare.
EAN
9791224103530
Data pubblicazione
2025 09 24
Lingua
ita
Pagine
80
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
20
Come si presenta questo libro
Una storia da seguire con facilità
Un titolo pensato per chi cerca una storia ben costruita, con un ingresso abbastanza naturale nel mondo del libro e nella voce narrativa.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto fare insieme.
Perché può piacerti
, con un tono illustrato.
Ideale per
Ideale per chi ama la narrativa
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.