In questa silloge l’autrice affronta l’estrinsecazione dell’interiorità dopo anni di silenzio e cesure. Elisabetta Destasio Vettori torna con un lavoro di rottura rispetto alla propria cifra poetica, pur mantenendo uno specifico fil rouge con il lirismo. La ricerca di un linguaggio più ermetico e nel contempo tagliente cerca di palesarsi con l’attraversamento di quelli che sono stati luoghi delle ferite e dello smarrimento, della resistenza e della resa. Un’analisi dei precipizi, dei ritrovamenti, dei medicamenti, degli accudimenti verso le proprie radici, senza mai mettere al lato la propria città – vissuta come corpo materno. Centrale è anche il tema dell’amore, alla stregua dell’elemento terra/natura, come humus tradito. Un calarsi nel buio, perdere geografie e geometrie del corpo, per riemergere attraverso una scarnificazione della parola poetica che teme lo schianto, ma che non si ritrae di fronte alla luce, né alle ombre di Roma. Una sorta di intimo viaggio salvifico, in quei luoghi profanati dal dolore e dalla propria peculiare sacralità.
EAN
9791254511510
Data pubblicazione
2023 10 12
Lingua
ita
Pagine
118
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
165
Larghezza (mm)
119
Spessore (mm)
17
Peso (gr)
98
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