La “società della sorveglianza”, solco e destino di questo tempo storico, manifesta forse la morte della “società aperta” promossa dal pensiero liberale? Per nulla, risponde Guillaume Travers. Al contrario, essa ne è il logico risultato. Ecco perché i liberali, molto presto, promuoveranno tutti i metodi tecnicamente possibili per un controllo sociale capillare e totalizzante: chipping delle popolazioni, riconoscimento facciale, monitoraggio algoritmico, modificazioni genetiche, 5G e pass virtuali. Per meglio comprendere questo apparente paradosso, dobbiamo tornare alle fonti della concezione liberale della “libertà”, portando alla luce il suo retropensiero, i suoi metodi operativi e i suoi effetti politici, economici, sociali e antropologici. La trasfigurazione globale in atto, da molti definita “grande reset”, rappresenta esattamente l’affermazione di questa “nuova normalità” digitale, tecnocratica e liberticida. In opposizione all’astratta “libertà” dei liberali – dunque – questo saggio promuove la riscoperta di una concezione classica della libertà, prevalente sia nel mondo antico che in quello medievale, oltre ogni distorsione mercantile ed ogni falsificazione orwelliana.
EAN
9791254620311
Data pubblicazione
2022 01 14
Lingua
ita
Pagine
100
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
160
Larghezza (mm)
120
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La società della sorveglianza. Fase ultima del liberalismo—