La religione del lavoro

Nella società occidentale moderna il lavoro è considerato il valore positivo per eccellenza. Esso è considerato nobilitante e salvifico, caratteristiche connotanti un vero e proprio culto. Ma non è sempre stato così: nell’antica Grecia e nell’antica Roma il lavoro era considerato degradante ed indegno dei veri cittadini, riservato alle persone rozze e agli schiavi. L’ozio non era considerato il padre di tutti i vizi, ma “conditio sine qua non” per poter esercitare la filosofia, lo studio, la politica, il mestiere delle armi, insomma le attività veramente degne di un libero cittadino. Quando si è verificato questo capovolgimento di valori? Quali sono le ragioni che ne sono all’origine? Quali le tappe di questo processo? Quali le conseguenze nella società attuale?

EAN

9791254677063

Data pubblicazione

2024 01 02

Lingua

ita

Pagine

290

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

196

Larghezza (mm)

132

Spessore (mm)

31

Peso (gr)

326

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