La prostituzione è stata un fenomeno pervasivo, che si è evoluto in modi unici durante il periodo fascista. Sebbene fortemente stigmatizzata, ha avuto un ruolo eminente nelle politiche del regime e nella società dell’epoca. Alla granitica convinzione che le case di tolleranza gestite dallo Stato fossero essenziali tanto all’ordine pubblico quanto alle esigenze sanitarie, si aggiunse, a partire dagli anni Trenta, anche la necessità di garantire la “sanità della stirpe”, tanto che la casa chiusa divenne uno strumento importante della politica razziale di Mussolini. Attraverso l’analisi approfondita di una documentazione inedita, il volume indaga l’impianto legislativo predisposto per amministrare la prostituzione, i percorsi delle donne coinvolte in questa professione, il controllo governativo, le condizioni di vita nelle case chiuse, il loro impatto sulla società civile e sull’esercito, favorendo anche l’emergere di nuovi interrogativi sulle complesse dinamiche che investirono l’Italia degli anni del fascismo.
EAN
9791254694015
Data pubblicazione
2024 03 15
Lingua
ita
Pagine
184
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
151
Spessore (mm)
23
Peso (gr)
298
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Donne pubbliche. Tolleranza e controllo della prostituzione nell’Italia fascista—