Questo libro racconta la genealogia, la vita e la morte – tra il 1875 e il 1935 – della Scienza dell’amministrazione: una disciplina universitaria molto diversa da quella attuale. All’epoca, infatti, si proponeva di ridurre le disuguaglianze sociali con l’ambizione di porre persino il tema della felicità. Cercò di farlo contrastando lo sbriciolamento delle scienze sociali in sottocampi incomunicanti e l’egemonia del formalismo giuridico nelle facoltà di Giurisprudenza e nella cultura dello Stato. Per gli scienziati dell’amministrazione quel sapere – e il liberalismo collegato – era incapace di guidare le élites politiche verso la risoluzione positiva della “questione sociale”. Nel corso di settant’anni, la Scienza dell’amministrazione fu sconfitta e di essa si è poi persa ogni traccia, sepolta dalla nuova identità che la disciplina si è data a partire dagli anni Sessanta del secondo dopoguerra fino ad oggi. Il libro disseppellisce quelle tracce, ricostruisce le condizioni di possibilità di questa sconfitta e mostra i suoi effetti di lungo periodo.
EAN
9791254695494
Data pubblicazione
2024 11 29
Lingua
ita
Pagine
184
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
209
Larghezza (mm)
151
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
302
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Lo Stato della felicità. Una storia sociale della Scienza dell'amministrazione in Italia (1875-1935)—