La figura di Giuseppe Caputo (1936-1991) risponde a quella di un grande intellettuale che ha saputo fare della scienza del diritto canonico la lente di ingrandimento attraverso la quale traguardare e ricostruire la parabola dell’Occidente europeo, ove è depositata la cifra più alta del nostro umanesimo. Il suo profilo emerge dal fondale di un grande affresco, quello del secondo Novecento, che conosce l’affermazione della tecnica ed il declino, nel farsi di una nuova preistoria, di quella cultura che proprio l’inquietudine religiosa, che da sempre interroga il cielo, aveva nutrito. La sua capacità anticipatrice, prerogativa degli ingegni superiori, si coniugava con la passione per il luogo dove, nel passaggio ininterrotto delle generazioni, passato e futuro dialogano: e quel luogo è l’università, e in particolare quell’Alma Mater che ha conosciuto il suo magistero straordinario e della quale Giuseppe Caputo ha contribuito in maniera non secondaria a celebrare la storia. Egli, infatti, ha tenuto nel settembre del 1988, in piazza Maggiore, davanti a seicento rettori provenienti da tutta Europa, il discorso celebrativo – esattamente un secolo dopo quello pronunciato da Giosuè Carducci per l’Ottavo – per il Nono Centenario dell’Ateneo felsineo.
EAN
9791254775394
Data pubblicazione
2025 02 17
Lingua
ita
Pagine
172
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
185
Larghezza (mm)
120
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