«Ogni cultura è figlia delle proprie circostanze: storia, contingenze e particolari adattamenti. Ogni cultura guarda fuori di sé dal centro del suo unico mondo». È in quest'ottica che Ettore Camerlenghi, ricercatore sul campo impegnato a sondare e preservare le culture indigene di tutto il pianeta, ripercorre alcuni dei suoi viaggi più significativi per raccontarci sistemi e cosmovisioni vergini dello sguardo occidentale. Passando dall'Amazzonia alle Ande e infine all'Australia, questo libro ci svela concezioni del mondo esenti dal vizio dell'antropocentrismo, volte a configurare invece un sistema-Terra che è fitto di interconnessioni tra umano e non umano. Apparentemente isolate e impossibilitate – né interessate – a comunicare tra loro, queste culture e le loro ontologie condividono in realtà molte proprietà, e scopriamo allora che la distanza non impedisce un'intuizione comune, che affonda le sue radici nella realtà di una natura con cui dovremmo anche noi riconciliarci, stringendo un vero e proprio patto con il mondo che ci circonda. Unendo il reportage narrativo alla disamina scientifica, il memoir a una ricerca accurata, questo libro ci conduce in un viaggio che cerca di rispondere a due interrogativi fondamentali: può esistere un nuovo incontro, più mutuo, tra scienza occidentale e scienze indigene? C'è spazio, all'interno del discorso scientifico occidentale contemporaneo, per elementi e intuizioni tratti da altre epistemologie?
EAN
9791254802380
Data pubblicazione
2026 03 27
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
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