Cosa significava vivere in Cecoslovacchia nel periodo della normalizzazione che seguì alla primavera di Praga? ovvero sotto un regime totalitario, in cui anche un semplice gesto poteva cambiarti la vita per sempre? È il 1969, Josef si rifiuta di stringere la mano a un ufficiale sovietico e per lui e sua moglie Elza inizia l’inferno. Per sfuggire alla morsa del regime totalitario sono costretti a lasciare, insieme alla loro figlioletta di due anni, la loro casa nel tranquillo paese di Volary. Inizia così un esilio forzato nella città di Aš, segnata dalla memoria dolorosa dell’espulsione dei tedeschi, avvenuta nel dopoguerra. A raccontare è l'anziana Elza, che ormai chiusa in una casa di riposo ripercorre la propria esistenza in un monologo intenso, lirico e senza sconti. Attraverso la sua voce, il lettore entra nel cuore di una donna comune costretta a fare scelte difficili che riguardano il suo ruolo di madre, moglie, amica. Elza riflette con lucidità e disincanto su ciò che è stata e su ciò che ha perso, tra contraddizioni, colpe taciute, e il peso di una storia che non lascia scampo. Con una scrittura intima e poetica, questo romanzo dà voce a chi ha vissuto nel silenzio e nella paura, restituendo uno spaccato vivido e struggente della Cecoslovacchia del secondo novecento
EAN
9791254850619
Data pubblicazione
2026 03 13
Lingua
ita
Pagine
350
Tipologia
Libro
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