Un libro che lavora molto sul piano visivo
Sedicimila parole per raccontare sessanta pensieri per l’architettura (e la vita). Non sono verità, sono come un vestito, se non piace o non veste bene, se ne cerca un altro. Non sono scientifici, derivano dall’evoluzione personale, e come tali possono essere apprezzate o meno. Non sono leggi, sono semi per una nuova pianta che poi dovrete curare affinché cresca sana e rigogliosa. Possono, se si vuole, cambiare il modo di pensare e di vedere le cose, cercando una propria identità: quando si insegna architettura, l’obiettivo è di formare buoni architetti, non seguaci di se stessi.
Dentro trovi soprattutto arte, design e fotografia.
Può funzionare bene per professionisti e appassionati di immagine e progetto, con un tono visivo e ispirazionale.
Funziona bene per chi vuole assorbire un contenuto anche con gli occhi, non soltanto con una lettura lineare.