Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Secondo il mito greco, presente nella sua forma più antica nell’inno omerico a Demetra (VII secolo a.C. circa), la dea, figlia di Crono e Rea, era la divinità della natura, nume tutelare dei raccolti e delle messi, responsabile del ciclo delle stagioni e della vita, invocata come “madre dispensatrice” e “portatrice di stagioni”. Le liriche di questa raccolta sono ispirate al fluire del tempo ed all’avvicendarsi delle stagioni e delle età, eterna metafora dell’umano sentire, alla natura madre ed al respiro lieve dell’universo che attraversa e governa impercettibilmente le esistenze.
Secondo il mito greco, presente nella sua forma più antica nell’inno omerico a Demetra (VII secolo a.C. circa), la dea, figlia di Crono e Rea, era la divinità della natura, nume tutelare dei raccolti e delle messi, responsabile del ciclo delle stagioni e della vita, invocata come “madre dispensatrice” e “portatrice di stagioni”. Le liriche di questa raccolta sono ispirate al fluire del tempo ed all’avvicendarsi delle stagioni e delle età, eterna metafora dell’umano sentire, alla natura madre ed al respiro lieve dell’universo che attraversa e governa impercettibilmente le esistenze.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
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