Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Il giardino dei Finzi-Contini è un romanzo cerniera nel secolo passato, anche zenitale per l’anno in cui è stato pubblicato, in pieno boom economico: dietro un’apparente retorica della memoria predica lo smarrimento; ricerca il tempo perduto, lo trova e lo incenerisce; prova l’impotenza del desiderio di un altrove. Bersaglio di polemiche strumentali alla sua uscita, messo all’indice per un presunto passatismo della narrazione, in effetti decostruisce, mentre ne mima il possesso, il patrimonio romanzesco tradizionale e conclude sull’inconoscibilità del personaggio e di chi lo racconta.
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